Comunicato stampa Fondazione Don Francesco Caporale: ricordare Antonino Scopelliti
Riceviamo e pubblichiamo.
FondazioneDON FRANCESCO CAPORALE Onlus Alla c. a. degli Organi di StampaRedazione Regionale Oggetto Comunicato stampa –ricordare Antonino Scopelliti- Il Centro Studi Politico Sociale "Don Francesco Caporale" dopo 40 anni di attività è diventato Fondazione e il suo Presidente Fulvio Scarpino sta presentando la nuova Onlus nelle città più importanti della regione. Questa mattina le attività e le finalità della Fondazione sono state illustrate nel corso di un incontro con iscritti e simpatizzanti nella Città di Cosenza alla presenza del Vice Presidente della Fondazione -nonché Coordinatore per la Provincia di Cosenza- Pasqualino De Rose. Il Centro Studi viene fondato nel 1966 ad opera di un gruppo di volenterosi Calabresi, ma riceve la sua ufficializzazione nella città di Torino per mano dell’allora ministro Donat Cattin. La decisione di enucleare un’esperienza associativa in Fondazione muove da esigenze tangibili e pertanto, essa è finalizzata a dare risposte concrete alla gente di Calabria,: in un momento particolarmente difficile in cui da un lato il mondo politico è giudicato con generale sentimento di sfiducia, se non disprezzo e, dall’altro, con criterio inversamente proporzionale, nei cittadini sempre più si manifestano vitali aspirazioni: dalla giustizia alla pace, alla ricerca di più autentiche forme di socialità e di comunione, di più equilibrati rapporti con la produzione e la natura. Il principale proposito dei fondatori è quello di dare ai cittadini calabresi gli aiuti morali e progettuali necessari per vivere da buoni cristiani nella quotidianità ed al contempo di creare le condizioni per uno sviluppo etico offrendo nuove opportunità nel mondo del lavoro. Perché nella nostra Terra, non bisogna dimenticare, è prosperata la più influente e invasiva organizzazione criminale italiana, la più agguerrita contro le forze dell’ordine. I dati sono inquietanti: Nella nostra regione vive solo il 3.7% della popolazione italiana, eppure, negli ultimi anni, qui si è avuto il 16.4% del totale nazionale degli omicidi: nel territorio regionale si contano oltre 100 gruppi criminali con migliaia di affiliati. Questi ed altri indicatori collocano la Calabria al primo posto nella angosciante classifica nazionale dell'infezione mafiosa. Il Censis ha stabilito che la presenza delle mafie (camorra, mafia e soprattutto ‘ndrangheta) toglie al Mezzogiorno ben il 2,5% del Pil annuo di crescita ed è una tale “zavorra” che fa scappare via migliaia e migliaia di giovani disoccupati o di imprenditori, potenziali e non. E’ quindi nell’elevazione morale, civile e culturale; nella conquista del lavoro come diritto costituzionale di ogni cittadino che la Fondazione ritiene si possa costruire una radicata cultura antimafia, capace di diffondersi nella società e contrastare, nella collaborazione con gli organi preposti dello Stato, la presenza e le attività di tutte le mafie ed in particolare, della ndrangheta. Occorre quindi riscoprire quella risorsa dell’essere umano che è condizione indispensabile per una vita armoniosa e felice; si tratta del coraggio nella sua accezione più nobile e cristianamente ispirata di forza morale necessaria per attuare grandi opere superando pericoli e difficoltà. Quel coraggio imprescindibile ai tanti che credono di poter combattere e vincere la lotta per la legalità. Un segnale concreto secondo la Fondazione Don Francesco Caporale potrebbe essere rappresentato dalla riapertura delle indagini sul delitto Scopelliti. Sono trascorsi, difatti, 17 anni dall'uccisione di Antonino Scopelliti, il magistrato. che fu ucciso in Calabria, freddato dai killer mentre in automobile, da solo, tornava nel suo paese natio, Campo Calabro. Secondo alcuni pentiti della 'ndrangheta sarebbe stata la cupola di Cosa Nostra siciliana a chiedere alla 'ndrangheta di uccidere Scopelliti, che avrebbe rappresentato la pubblica accusa in Cassazione nel maxi processo a Cosa nostra. Per l'omicidio nel 2000 furono assolti in appello tutti i boss mafiosi accusati di aver ordinato l'uccisione del magistrato e condannati in primo grado all'ergastolo: i boss siciliani Giuseppe e Filippo Graviano, Raffaele Ganci, Giuseppe Farinella, Nitto Santapaola e gli allora latitanti Bernardo Provenzano e Antonio Gioffrè.Oggi il compito delle forze inquirenti e di polizia per potere riaprire le indagini è il ricercare nuovi elementi; il compito della società civile e invece quello di ricordare. La Fondazione Don Francesco Caporale invita le Istituzioni Calabresi a rendersi parte attiva nel compito di .non dimenticare Antonino Scopelliti uno dei troppi eroi che sono stati barbaramente uccisi dalla criminalità organizzata. . «La mafia – sosteneva Giovanni Falcone – è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione ed avrà quindi una fine” Il Presidente della Fondazione“Don Francesco Caporale Onlus” Fulvio Scarpino
Autore: kalabria2000
Categoria: Fulvio Scarpino
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martedì, 19.08.08 18:55:56
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