Amici di Antonio Di Pietro - Giovani di IdV dalla Calabria

domenica, 16.12.07

Si aggrava la posizione di De Magistris

De Magistris

Il Procuratore generale di Cassazione, Delli Priscoli, ha chiesto un processo disciplinare per il Pm

tratto da "Il Giornale di Calabria"

Si aggrava la posizione del pm di Catanzaro Luigi De Magistris. Mentre sinora il sostituto doveva fare solo i conti con una richiesta del ministro Mastella di trasferirlo in via d’urgenza e dunque con un provvedimento cautelare per gravi violazioni dei suoi doveri di magistrato, ora sempre per gli stessi fatti subirà un vero e proprio processo disciplinare. Processo che si aprirà l’11 gennaio e per il quale sono già state fissate altre due sedute straordinarie nei giorni successivi, il 12 e il 14. A sollecitare e ottenere il rinvio a giudizio è stato il procuratore generale della Cassazione Mario Delli Priscoli, che ha anche rimpolpato con la contestazione di altri episodi (ma per il momento non con la vicenda dei tabulati delle telefonate di Mastella, acquisiti senza autorizzazione del Senato), il già corposo “atto di incolpazione” a carico del magistrato; accusato di aver commesso irregolarità, di aver violato il segreto e regole procedimentali nella conduzione delle sue inchieste Toghe lucane, Why not e Poseidone, e di aver avuto un “disinvolto rapporto” con la stampa. Una documentazione che, secondo il Pg, può essere utile anche al procedimento fissato per lunedì prossimo in cui la sezione disciplinare dovrà pronunciarsi sulla richiesta di Mastella di allontanare subito da Catanzaro il pm che ha indagato su di lui e sul presidente del Consiglio Prodi. L’iniziativa del Pg potrebbe ora avere l’effetto di far slittare proprio la decisione di lunedì. È possibile che la difesa di De Magistris, affidata al presidente di sezione della Cassazione Alessandro Criscuolo, chieda il rinvio per avere il tempo per studiare le nuove carte, e magari solleciti la trattazione congiunta a gennaio dei due procedimenti. Si tratterebbe di uno slittamento di una ventina di giorni e quindi é anche possibile che la procura generale della Cassazione non si opponga. Ma sulla possibilità di unificare i due procedimenti la sezione disciplinare è divisa. E la conseguenza non sarebbe di poco conto, se l’esito fosse negativo per De Magistris: se il Csm dicesse sì al suo trasferimento come misura d’urgenza, il pm dovrebbe lasciare Catanzaro subito. Se invece solo alla fine del processo disciplinare ordinario il Consiglio arrivasse alla conclusione che non può più stare in quella procura, i tempi sarebbero comunque più lunghi; anche di parecchio, come fanno notare alcuni consiglieri, visto che una sentenza disciplinare si può impugnare davanti alle Sezioni Unite della Cassazione.

Il Pm: “Dimostrerò la mia correttezza
in sedi istituzionali”

“Apprendo per l’ennesima volta a mezzo stampa della richiesta del procuratore generale della Cassazione. Nelle sedi istituzionali, e non sulla stampa, dimostrerò la mia correttezza professionale e l’infondatezza assoluta degli addebiti disciplinari”. Lo ha detto all’AGI il pm della procura della Repubblica di Catanzaro, Luigi De Magistris, riferendosi alla decisione del procuratore generale della Cassazione, Mario Delli Priscoli, di chiedere nei suoi confronti il rinvio a giudizio per illeciti disciplinari. Ha saputo della richiesta di rinvio a giudizio per illeciti disciplinari, con la contestazione di oltre 15 “incolpazioni”, avanzata dal procuratore generale della Cassazione, Mario Delli Priscoli, al termine di un lungo interrogatorio concluso nel tardo pomeriggio. Il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Luigi De Magistris, secondo quanto si è appreso in queste ultime settimane non ha mai interrotto la sua attività lavorativa, pur risultando in ferie dall’ufficio. A giorni, tra l’altro, potrebbe arrivare la conclusione dell’inchiesta denominata “Toghe lucane”, con la quale il pm sta indagando per fare piena luce su un presunto comitato di affari che coinvolgerebbe politici, imprenditori e magistrati, che avrebbe agito in Basilicata. L’inchiesta “Toghe lucane” è rimasta nelle mani del sostituto procuratore De Magistris, nonostante alcune richieste di avocazione avanzate nei mesi scorsi, mentre il pm non ha più l’inchiesta “Why not” e l’inchiesta “Poseidone”.

 

 

Autore: kalabria2000 Categoria: Misteri Italiani Ore: 09:56 Commenta

domenica, 21.10.07

De Magistris e l'inchiesta tolta

<< Contro di me i poteri occulti -

Ora rischio pallottole e tritolo >>

 

Lo sfogo del pm: non ci sono le condizioni per fare il magistrato in Calabria

DAL NOSTRO INVIATO


CATANZARO — Non è abbattuto. Non è prostrato. Ma «questa pugnalata alle spalle» Luigi de Magistris, professione pm, non se l'aspettava. Il «pugnalatore » si chiama Dolcino Favi, un avvocato generale dello Stato che da gennaio 2007 fa il procuratore generale reggente a Catanzaro. Favi ha avocato a sé l'inchiesta Why not, quella in cui sono indagati il presidente del Consiglio, Romano Prodi (abuso d'ufficio), il ministro della Giustizia Clemente Mastella (abuso d'ufficio, finanziamento illecito ai partiti, truffa all'Unione europea e allo Stato italiano) e una schiera di politici, affaristi, militari, magistrati, massoni.

Allora, dottor de Magistris, c'è una strategia in ciò che sta accadendo?
«È evidente. C'è una strategia in atto. Una strategia ben nota all'Italia. Si chiama strategia della tensione».

Come fa a dirlo?
«Le intimidazioni istituzionali, le pallottole, la richiesta di trasferimento da parte del ministro, e da ultimo l'avocazione di un'altra mia indagine e la fuga di notizie sull'iscrizione del ministro tra gli indagati, tutto questo è opera di una manina particolarmente raffinata».

Quale manina?
«Poteri occulti. Massoneria, soprattutto. Coadiuvati da pezzi della magistratura, non solo calabrese, che in questa vicenda hanno svolto un ruolo fondamentale L'ultimo gol, secondo questo ragionamento, lo hanno fatto segnare al procuratore generale Favi? «Beh, è un dato di fatto che il dottor Favi, soprattutto negli ultimi mesi, sembra che abbia svolto soltanto un ruolo: una intensa attività epistolare in cui si è occupato di me, come magistrato e come persona fisica. Voleva togliermi anche l'inchiesta Toghe lucane. Finora non c'è riuscito, ma non è detto che non abbia già pensato di concludere il lavoro ».

Per quali ragioni lei teme che si voglia spingere il Paese in un clima da anni di piombo?
«Perché con questa avocazione, me lo lasci dire, torniamo alla magistratura fascista, forte con i deboli e debole con i forti. Davanti alla legge, i potenti non sono uguali come tutti gli altri. Questo è il messaggio. E il pericolo è che si apra la strada a un periodo buio: ognuno stia al suo posto e non si immischi, perché rischia ».

Lei rischia?
«Certo. E non solo io. Anche tutti gli altri che si sono occupati di queste vicende. E tutti i cittadini».
Cosa si rischia?
«Dopo un'avocazione di un'inchiesta del genere, distrutto lo Stato di diritto, rischi le pallottole e il tritolo».

Come le pallottole inviate a lei e al gip di Milano, Clementina Forleo, firmate Brigate rosse?
«Ma quali Brigate rosse! Per fortuna, oggi siamo in un momento storico diverso, non c'è il terreno di coltura dell'ideologismo fanatico degli anni '70 e c'è una grande attenzione al tema dei diritti. No, non c'è il rischio di iniziative violente da parte di improbabili sigle terroristiche vecchie e nuove. Quei proiettili inviati a me e alla collega Forleo provengono da settori deviati di apparati dello Stato, che già in passato hanno messo in pericolo le istituzioni e oggi cercano di riprodurre quel clima».

Dica la verità, lei ritiene che sia in atto un golpe giudiziario?
«La parola golpe la usa lei. Certo è che è accaduta una cosa senza precedenti, della quale non so ancora ufficialmente nulla, poiché nulla mi è stato notificato. L'ho appreso dall'Ansa. No, non mi pare ci siano più le condizioni per fare il magistrato, specie in Calabria, avendo come punto di riferimento l'articolo 3 della Costituzione (principio di uguaglianza di tutti i cittadini, ndr) ».

Da quand'è che si trova sotto tiro?
«Da quando ho cominciato a indagare sui finanziamenti pubblici europei. Da allora, è scattata la strategia delle manine massoniche. Questo di oggi è solo l'ultimo atto. Staremo a vedere quali saranno i prossimi, visto che ormai sono considerato un elemento "socialmente pericoloso"».

La accusano di aver iscritto Mastella nel registro degli indagati per ritorsione, per la storia del trasferimento.
«Falso. Le indagini, come tutti sanno, avevano un loro corso, che non poteva essere intralciato da attività esterne. Nemmeno da una richiesta di trasferimento, che appunto è da considerarsi un'attività esterna. La domanda da fare è un'altra».

La faccia.
«Mi chiedo: chi e perché ha fatto venir fuori la notizia dell'iscrizione di Mastella? E come mai è stata fatta pubblicare una cosa non vera, e cioè che Mastella fosse indagato anche per violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete? ».

E che cosa si risponde?
«Che è opera della stessa manina raffinata. Suggerisce qualcosa il fatto che prima ancora che le agenzie lanciassero la notizia, Mastella abbia dichiarato che con le associazioni massoniche lui non ha nulla a che fare?».

In questo scenario, le misure di sicurezza per lei sono state rafforzate?
«Non ne so nulla. So che continuo a mettere di tasca mia la benzina a un'auto blindata che è un baraccone, tanto che non può spostarsi nemmeno fuori Catanzaro».

E la riunione di giovedì scorso del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica? «Come no. Mi hanno detto che vi ha preso parte anche il procuratore aggiunto Salvatore Murone (sul quale indaga la procura di Salerno, per fatti relativi a inchieste del pm de Magistris, ndr). La cosa un po' mi inquieta, poiché ritengo che proprio Murone sia uno dei principali responsabili del mio isolamento istituzionale, oltre che uno degli autori dell'attività di contrasto nei miei confronti all'interno dell'ufficio giudiziario».

Allora è vero che quella di Catanzaro è un'altra «procura dei veleni»?
«No. Non è così. Con la gran parte dei colleghi io ho un rapporto ottimo. Ma quando arrivo in Procura mi guardo lo stesso alle spalle. C'è nei miei confronti, e le vicende degli ultimi tre anni lo dimostrano, una precisa attività di contrasto, messa in atto verso ben precise indagini e svolta da parte di ben individuati soggetti».

Cosa pensa della telefonata dell'altro giorno tra i suoi indagati Prodi e Mastella che il premier ha definito «cordiale»?
«Non parlo delle indagini in corso, lo sa». Dopo questa intervista, non l'accuseranno di aver avuto un «disinvolto rapporto » con la stampa? «Questo è davvero paradossale. Sono io che ho subito i danni creati dalle fughe di notizie. E poi, adesso basta. Il momento è troppo grave. E quindi ritengo di potermi svincolare dal dovere di riservatezza che mi ero imposto, mentre tutti gli altri facevano con me il tiro al bersaglio ».

Pensa che debbano intervenire capo dello Stato e Csm?
«Sì. Lo spero. Non so perché il presidente Napolitano non sia ancora intervenuto. Confido che lo faccia il Csm, a tutela dell'autonomia e indipendenza di tutti i magistrati. Anche di quelli che lavorano in Calabria».

Carlo Vulpio
21 ottobre 2007

 

Articolo tratto dal sito del Corriere della Sera

Autore: kalabria2000 Categoria: Misteri Italiani Ore: 12:22 Commenta

venerdì, 29.06.07

Visco, Speciale: "Ricorrerò al Tar. Il governo mi ha fatto un torto"

Il Generale Roberto Speciale

Proseguirà nelle aule dei tribunali, la vicenda che vede il vice ministro dell'economia Vincenzo Visco, indagato per le presunte pressioni sulla Guardia di Finanza. Proprio il generale Speciale da parte sua non considera chiuso il caso e annucia che passerà ai fatti. Speciale chiederà infatti ricorso al Tar: "Voglio capire se il governo ha agito con correttezza nei miei confronti, o se invece ho subito un torto".

 

(Tratto da TgCom)

Inserimento curato da M. Vergata

 

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Autore: kalabria2000 Categoria: Misteri Italiani Ore: 20:25 Commenta

martedì, 15.05.07

Vergata, a nome dei GIV, scrive a Pecora: una prima proposta di dialogo su un grave problema che affligge la Calabria

Caro Aldo,
intendo innanzi tutto ringraziarti, a nome di tutto il nostro Movimento, per la sensibilità e per l'apertura intellettuale che hai dimostrato nei nostri confronti con la tua lettera aperta.
Anch'io, come te, utilizzo come metodo di scandaglio del mondo che mi circonda il celebre "dubbio metodico", di cartesiana memoria. E ti capisco quando parli dei giovani, in realtà vecchi dentro, che si annidano nelle segreterie degli altri partiti. E' vero, non ci si può mai fidare di nessuno. Ma non possiamo neppure rinchiuderci nella nostra torre d'avorio in attesa del deus ex machina, o della Provvidenza. Ti propongo quindi di provare a fidarti di noi. Forse potremo essere all'altezza.
"Pensiero e azione" diceva Mazzini. E' l'unica strada perseguibile se si vuole innescare davvero un Risorgimento. Questa sarà, nei prossimi giorni, la nostra linea politica. Fare, e non solo parlare. E fare significa soprattutto far sapere, far capire, fare rete con gli altri movimenti che propugnano un riscatto civile, democratico, legale e pacifico della nostra Regione.
E' per questo che ti scrivo, e che apro il nostro Movimento ad un confronto reale con Voi. Potremmo "provarci" a vicenda su un primo, grave problema che affligge la Calabria, quello dei carichi radioattivi sommersi sotto i nostri Mari.

Scorie radioattive sotto i Mari della Calabria

Il resto che ho da dirti lo trovi sul link
http://www.ammazzatecitutti.org/forum/index.php?showtopic=3657&st=0&#entry45996 .
Attendiamo fiduciosi un vostro segnale.
A noi ed a voi tutti, buon lavoro.
Cordiali saluti.

M. V e r g a t a
http://amicididipietro.megablog.it/

 

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Autore: kalabria2000 Categoria: Misteri Italiani Ore: 15:34 Commenta

sabato, 07.04.07

Mare di Calabria

Distratti dalle notizie spicciole, e dal gossip quotidiano, rischiamo di dimenticarci dei problemi più gravi che affliggono la nostra regione. Per gli appassionati dei misteri, degli scandali, delle storie di servizi segreti e di omicidi di stato, proponiamo un dossier firmato Legambiente, risalente al 2005. Il Cap.13 vi sconvolgerà.

Lo troverete sul link

http://club.giovani.it/.root/media/23926//Mare Monstrum 2005.pdf

 

La redazione

Eri già a conoscenza del problema dei carichi radioattivi affondati nelle acque del Mediterraneo?




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Autore: kalabria2000 Categoria: Misteri Italiani Ore: 15:43 Commenta