venerdì, 21.12.07
Semina: "Italia dei Valori: si apre una nuova fase"
Per leggere l'articolo, apparso su "Il Domani della Calabria" di Giovedì 20 Dicembre, clicca qui!(dal sito di IdV Catanzaro)
(Domenico Semina, Assemblea Regionale IdV di Lamezia Terme - 19 Maggio 2007)
lunedì, 16.04.07
La Calabria: il futuro è nei Valori
Incomprensibile, stupefacente, assurdo. Aggettivi inadeguati persino all'immaginazione. E' il divario tra la vita e la forma. Una recita a soggetto pirandelliana, in Calabria, a livello politico, sindacale, sociale, umano. I media "inondano" ogni giorno la nostra coscienza con articoli, servizi, reportage sulle nefandezze della politica calabrese. Viene riportato fedelmente ciò che accade nella vita reale. Tutti sanno che tuttavia sarebbe indispensabile, indilazionabile creare:
- Sviluppo Infrastrutturale (ferrovie, strade, porti) propedeutico alla crescita turistica.
- Introduzione di vere Imprese Produttive al fine di accrescere la dignità del lavoro svincolandolo dall'assistenzialismo.
- Sviluppo di beni e servizi collegati alla versatilità turistica e agricola della regione: alberghi, villagi turistici attrezzati, camping; manutenzione del verde e delle coste; depurazione delle acque; proficua utilizzazione degli 11.000 forestali per uno sviluppo agricolo e dei servizi più funzionale alle esigenze degli Enti Locali.
- Riforma della Pubblica Amministrazione: snellimento degli Organici e riorganizzazione funzionale a tutti i livelli per Comuni, Province, Regione, al fine di ridurre i costi degli Apparati e della Politica. Ciò contribuirebbe a dare alla Calabria maggiore visibilità. E' sicuramente questa la via da percorrere. E' la vita reale che auspichiamo, che vorremmo. La vita attuale ai nostri occhi è un incubo, un mostro. E' qualcosa di orrendo che va cambiato. E' inaccettabile l'idea che la rassegnazione e l'apatia siano penetrate nel DNA dei calabresi al punto da accettare supinamente:
- Il voto di scambio, cioè l'equazione promessa di un lavoro, anche precario, in cambio del voto. E' una Piovra che uccide le Riforme, lo Sviluppo, la Dignità. Il politico calabrese consente l'assunzione nella Pubblica Amministrazione, contribuendo ad ingigantire la voragine nel bilancio dei conti pubblici in quanto gli organici non sono più funzionali al bisogno reale di un'Azienda e/o di un'Amministrazione locale o regionale. Egli tenta di "sistemare" i potenziali elettori e se costoro sono in possesso di un buon pacchetto di voti, "sistema" più componenti della stessa famiglia. Il politico calabrese per antonomasia è titubante, perplesso e diffidente verso possibilità di sviluppo produttivo e di lavoro estranei a questo meccanismo di controllo delle coscienze e delle libertà individuali. Comprende che il potere reale è in perdita allorquando il meccanismo di reclutamento del personale si sottrae alla possibilità di un condizionamento clientelare e assistenziale. Paradossalmente, egli diviene l'antagonista più acceso, l'acerrimo oppositore ad ogni forma di Sviluppo Produttivo. Allorquando un'Azienda non decolla (vedi Biozenit; vedi Azienda per la lavorazione delle Biomasse; vedi Europaradiso; vedi Consorzio di Imprese del lametino con alla guida, auspicabile, di un imprenditore onesto, un uomo d'esperienza del calibro di Pippo Callipo) etc... Egli la liquida tacendo; non batte il petto per l'occasione di Sviluppo perduta. Tutto sfuma nell'indifferenza politico-sindacale più o meno diffusa. Assumere poi posizioni manageriali per il polico calabrese è qualcosa di sconcertante. Allo stesso modo con cui riesce a vestire abilmente i panni del "POLITICHESE", a parlare di fascismo e di antifascismo, di Gramsci, Salvemini, Craxi; della prima e, magari, della seconda Repubblica, fallisce clamorosamente quando deve spendere i soldi della Comunità Europea senza un preventivo Piano Organico su progettualità ben definite. Oppure quando deve gestire con criteri moderni il bilancio di un Ente Pubblico al fine di creare lavoro realmente produttivo. E' allora che la Demagogia più becera si impadronisce della politica. Chi governa finge di essere all'opposizione e come in una commedia pirandelliana, capovolge il proprio ruolo arringando le folle ai Congressi. Quando non si espone, in prima serata a scene tragicomiche sulla ribalta Nazionale. L'incapacità atavica della Calabria, del Sud in generale, di gestire se stesso, il proprio futuro, ha determinato, di recente, un inedito meccanismo di emigrazione intellettuale di massa, dalla Calabria verso il nord e l'estero compromettendo quasi irrimediabilmente il ricambio organico della classe dirigente nella nostra regione. Nel mentre, il politico calabrese è preda e vittima, a secondo dei casi, di una gestione del potere favorita e condizionata dalle mafie, dai taglieggiamenti, dalle logge massoniche, dalle inchieste puntualmente insabbiate, dall'indifferenza di tantissimi giovani "schifati" dalla politica e che trovano, rassegnati, nel lavoro precario dei call center la prospettiva, improbabile, di un futuro dignitoso. Questa, piaccia o non piaccia, è la cultura, la mentalità, di destra, di sinistra, di centro. E' una linea sottile di contiguità che accomuna un po' tutti. Ma la verità è ancor più velenosa, beffarda. Non ha limiti. Certo, ci sono gli "Illuminati" in Calabria. Sono presenti nella Società Civile, nei partiti, nei Sindacati di tutto il Meridione. Forse, si autoemarginano. Forse, considerano impresa immane combattere i Poteri Forti per scuotere l'immobilismo politico e sindacale dalle fondamenta. Allorquando i nostri figli preparano la valigia ed emigrano in cerca di una prospettiva occupazionale stabile; in quei momenti, ma forse non solo in quei momenti dagli occhi lucidi, ci vergognamo un po'. Forse pensiamo di aver perso un'occasione, di aver fatto poco o nulla per costruire una Calabria Migliore.
Catanzaro Lido, 16 aprile 2007
Domenico Semina
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